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FORTUNA È TORNATA
IN MARE

Un amo, un mese di cure e una nuova possibilità: la storia della giovane Caretta caretta salvata a Maccarese e restituita al suo habitat.

UN MESE PER RIMETTERSI IN VIAGGIO.

Il 30 luglio era stata trovata nelle acque di Maccarese in condizioni critiche. ma dopo un mese di cure, la giovane Caretta caretta è tornata in mare.

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Si chiama Fortuna, un nome scelto per lei dai piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù che hanno partecipato al suo rilascio sulla spiaggia di Palidoro. Appena arrivata sulla battigia, non ha avuto dubbi: si è diretta verso l’acqua e ha ripreso il largo.

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Ma cosa è successo durante quel mese?

Quando è arrivata al Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine di Zoomarine, Fortuna era fortemente debilitata. Un amo da palamito era rimasto agganciato alla bocca, collegato a una lenza e a una tanica galleggiante: una situazione che le impediva di immergersi e alimentarsi correttamente.

 

Dopo la rimozione dell’amo e le cure necessarie per l’infezione, il team si è concentrato sul suo recupero e i risultati si vedono: in un mese Fortuna è passata da 2,08 a 2,56 kg, recuperando quasi un quarto del suo peso.

 

Anche il suo comportamento è cambiato: dal nutrirsi con interiora di aringa, più facili da digerire, è arrivata gradualmente a inseguire pesci interi nella vasca.

 

Oggi nuota con forza ed è proprio perché Fortuna è ancora giovanissima – ha tra i 3 e i 5 anni, mentre le Caretta caretta iniziano a riprodursi solo intorno ai 20-30 anni – proteggerla significa darle la possibilità di avere davanti a sé ancora moltissimi anni di vita.

Caretta caretta con amo ben visibile.jpg
Caretta caretta in cura al Centro di Primo Soccorso a Zoomarine IV (1).jpg

DAL SALVATAGGIO ALLA TUTELA DEL MARE.

Per noi di Openature Foundation, il ritorno di Fortuna in mare è stato anche un’occasione per fare un passo in più: prenderci cura del luogo in cui sarebbe tornata.

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Per questo, abbiamo aderito al progetto di citizen science “Adotta una Spiaggia” del WWF Italia, scegliendo proprio la spiaggia di Palidoro.

 

Prima del rilascio, il nostro team ha raccolto quattro grandi sacchi di rifiuti in plastica, che saranno pesati e classificati e i cui dati verranno trasmessi al WWF, riducendo così i rifiuti che possono finire in mare e proteggendo le dune che possono rappresentare potenziali siti di deposizione.

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Fortuna ora è di nuovo libera. Il nostro lavoro, invece, continua: perché conservare una specie significa anche proteggere i luoghi di cui ha bisogno per vivere.

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